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Chivasso, nuova tecnologia per illuminare in modo sostenibile

Grazie alla tecnologia intelligente studiata e sviluppata dal team di NEXTON, startup del Torinese, la rete di illuminazione diventa sostenibile ed in grado di raccogliere dati ed informazioni utili per migliorare la vita dei cittadini. In un Parco pedonale del comune di Chivasso la compagnia ha potuto validare e finalizzare lo sviluppo della loro soluzione Nextlight, un connubio di hardware e software che apre a nuovi scenari ed opportunità in ottica smart city, facendo leva su un asset esistente, rivalorizzandolo e rendendolo smart. “Migliorare la vita dei cittadini contribuendo alla creazione di comunità sostenibili e connesse, attraverso l’utilizzo di una tecnologia wireless e a sensori che riducono drasticamente il consumo di energia elettrica e l’inquinamento atmosferico e luminoso, è la nostra mission; spiega Davide Tuzi, CEO e Co-Fondatore di NEXTON, startup high-tech che ha la forte ambizione di contribuire attivamente per frenare le drastiche conseguenze del surriscaldamento globale dovuto ad un improprio ed irrazionale uso delle risorse che la Terra ci mette a disposizione. Il risparmio energetico si basa su un principio molto semplice; luce quando e dove necessario. Infatti, la tecnologia consente di avere durante le ore notturne il massimo dell’intensità luminosa in caso di presenza ed al contrario il minimo del dispendio energetico in caso di assenza di traffico. Tener traccia e monitorare a distanza i consumi dei lampioni attraverso il cloud computing – aggiunge Davide – ci consente di raccogliere i dati ambientali, per capire la portata della riduzione del consumo di energia elettrica e di conseguenza dell’inquinamento atmosferico e luminoso. Questo perché, grazie ai sensori, le luci sui lampioni possono essere adattate in base alle esigenze, ad esempio sfruttando la massima luminosità solo al passaggio di pedoni o macchine. La digitalizzazione di una asset praticamente onnipresente sul territorio quale la rete di illuminazione, permette inoltre non solo un risparmio energetico bensì anche economico come diretta conseguenza di un uso ottimale della rete di alimentazione ed infine una migliore gestione e manutenzione della stessa grazie alla raccolta ed analisi dei dati. Un passo in avanti verso un approccio smart che consentirà un risparmio, rispetto al precedente modello, di tonnellate di C02. L’importante fase di test ci ha permesso di affinare, tecnicamente ed esteticamente, la parte hardware, sviluppando al contempo una parte software per la gestione e il monitoraggio in real-time e da remoto, che è pronta per essere esportata in altri comuni che già hanno mostrato un interesse ad adottare le nostre tecnologie” conclude Il co-fondatore.

Il prossimo step, in cui il team è già impegnato a piene forze, vedrà l’integrazione con ulteriore sensoristica per la misurazione diretta delle emissioni di CO2 e per l’interfacciamento con sistemi e tecnologie circostanti l’ambiente urbano e rurale (esempio sistema di irrigazione) per l’ottimizzazione dell’utilizzo delle risorse. Come afferma infatti Davide “vogliamo fare leva sulle nostre competenze tecnologiche per portare all’adozione di nuove pratiche più sensibili nei confronti dell’ambiente e dei cittadini che lo popolano.”

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